LA GESTIONE DELLA SICUREZZA NELLE CAVE A CIELO APERTO

Pubblicazione INAIL 2019

LA GESTIONE DELLA SICUREZZA NELLE CAVE A CIELO APERTO

LA GESTIONE DELLA SICUREZZA NELLE CAVE A CIELO APERTONel nostro Paese l’estrazione di materiali da cave a cielo aperto (ECCA) ha origini storiche. In questo settore i dati Istat riferiti al quinquennio 2013-2017 indicano una produzione di ghiaia, sabbia, argilla e caolino pari a 647.092.427 tonnellate. Secondo le stesse fonti riferite al quinquennio, la produzione di pietre ornamentali, da costruzione, calcare, pietra da gesso, creta e ardesia è pari a 188.427.285 tonnellate. 
Di queste circa 20.500.000 sono di marmo, di cui l’Italia è uno tra i maggiori produttori al mondo. La produzione annua media, relativa a circa 5.000 cave italiane, nelle classi Ateco 2007 B0811 pietre ornamentali e da costruzione, calcare, pietra da gesso, creta e ardesia e Ateco B0812 ghiaia, sabbia, argilla e caolino, è stimata in 37,5 e 129.5 milioni di tonnellate.

Le tecniche di ECCA sono variabili col tipo di materiale prodotto. Talvolta, esse sono il risultato dell’evoluzione di tecniche tradizionali, tramandate nel tempo da una generazione all’altra. In quest’aspetto, che per certi ver­si costituisce un punto di forza, si inseriscono alcune criticità potenzialmente rilevanti ai fini della sicurezza. Le attività più comuni nei processi di ECCA sono:

– il disgaggio o distacco manuale di massi pericolanti e la messa in sicurezza del fronte di cava;

– il trasporto e l’utilizzo di esplosivi, la preparazione del sito e il brillamento di mine;

– la movimentazione, lo scavo, la selezione, lo stoccaggio, la separazione e la frantumazione di inerti;

– l’esecuzione di fori da taglio, a mano o con perforatrici, sul fronte di cava;

– il taglio di blocchi di pietra al monte e la riquadra­tura;

– l’utilizzo e la manovra di macchine movimento terra, il carico e lo scarico di materiali da camion;

– l’utilizzo e la manutenzione di macchine tagliatrici, spacca-rocce e similari;

– lo smaltimento di acque e di fanghi residui.

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